FARSI SPAZIO NEL MONDO

Prendo spunto dall’aver osservato per 15 giorni lo stesso grappolo d’uva che si stava formando e lentamente cercava spazio tra foglie e reti metalliche. Costrizioni, limiti, barriere che ciascuno di noi trova nella propria crescita: a volte si riesce a fuggire, altre se ne viene schiacciati, molte volte si cresce dentro a queste imperfezioni che rappresentano la nostra società imperfetta.
Fagocitati da un’agenda che non dà spazio alla libertà, abbiamo trasformato anche lo svago in un appuntamento da svolgersi a giorni alterni, per sfogare la rabbia sopita tra un cliente e una telefonata, o per dissipare la noia di una giornata, che sembra sempre uguale a se stessa, in incontri rigeneranti.

Non siamo tanto differenti da questo grappolo d’uva. 
Ci sarà sempre un acino che matura prima o che è maggiormente gustoso rispetto al grappolo, ma ciascuno, senza gli altri, non può chiamarsi grappolo.
Questa è la società che vorrei costruire. 
Non una persona isolata, travolta dal resto del mondo, ma tanti uomini e donne che insieme formano qualcosa di variegato, ognuno con la sua forma, ciascuno con qualcosa da donare all'altro. 
È vero: gli acini senza la vite non hanno un nome, perché possono essere solo Moscato o Sangiovese, a seconda della provenienza, ma ogni chicco ha la sua rotondità o particolarità che lo rende unico.
E quando arriva il tempo della raccolta? 
Ogni grappolo non è mai pienamente maturo, alcuni acini non hanno fatto in tempo a formarsi, altri sono stati beccati dagli uccelli, però se fanno parte di quel determinato tempo di raccolta c'è un perché. Allo stesso modo tra noi “Nessuno conosce il giorno e l’ora”, anche se arriva per ciascuno il tempo della raccolta, il tempo di verificare la società che abbiamo insieme costruito.

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