LA VITA
Un meccanismo complesso da decifrare, un dono unico da comprendere ed accogliere ogni giorno.
Se riuscissimo a smontare questo congegno, scopriremmo che ognuno di noi ha degli ingranaggi sì comuni, ma differenti nell’assemblaggio.
Troppe volte siamo noi stessi a complicare la struttura della vita e a rendere tante volte questo grande dono un incubo.
Difficile crescere, complesso comprendere quando si è arrivati a svitare tutti i bulloni che ci tengono ancorati a chi quella vita ce l’ha donata e così, liberati dalla zavorra che è la storia che ci lasciamo alle spalle, scopriamo che solo noi possiamo riavvolgere la bobina degli anni, mantenendo ciò che di buono abbiamo vissuto e lasciando andare via l’egoismo e la nostalgia.
Quando avremo veramente capito come funziona la nostra vita, nel momento in cui essa prenderà il sopravvento, solo allora scopriremo che il dono di sé è un premio e non una condanna.
Io sono nato cristiano. Ho provato ad indagare l’eternità: corsi di teologia, filosofia, patristica, ma più mi addentro nel mistero e più mi rendo conto che l’istante in cui vivo è parte integrante dell’eterno.
Comprendo quanto sia difficile accogliere il termine di questa vita e la pandemia mondiale mi ha interrogato su questi argomenti.
“La gente chi dice che io sia?”, chiede Gesù ai Suoi discepoli.
La domanda di Gesù mi fa riscoprire il senso della mia esistenza e mi chiede di dare una risposta non scontata.
Tu sei in me. Io in Te trovo la forza di comprendere che, seppur nelle mie imperfezioni, devo continuare a seminare la mia persona nel terreno delle relazioni.
Diventerà un ramo a cui aggrapparmi o una fronda sotto cui trovare riparo nei momenti difficili, oppure resterà semplicemente un seme.
Solo così potrò dire di aver realizzato pienamente la mia vita!


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