PROFEZIA
Non voglio rivelare alcun segreto, né ripercorrere il significato che il termine ha assunto nel corso della storia: profezia di Celestino, profeti di sventura, profezia equiparata a magia o legata solo al periodo medioevale.
Il termine "profezia" è parte del nostro essere cristiani.Il giorno del nostro Battesimo abbiamo ricevuto questo dono attraverso la crismazione: “...egli stesso ti consacra con il crisma di salvezza, perché inserito in Cristo, sacerdote, re e profeta, sia sempre membra del suo corpo per la vita eterna”.
Frasi ascoltate - ahimè - senza conoscere pienamente il significato che essere racchiudono.
La profezia è un dono: di un “linguaggio mite, che non conosca i frèmiti dell'orgoglio e dell'ira, di occhi limpidi, che vincano le torbide suggestioni del male e di un cuore puro, fedele nel servizio, ardente nella lode”.
La contaminazione di occhi, cuore e linguaggio è tutta merito nostro.
La malizia che nasce nell’uomo, se non educata, diventa parte integrante e costitutiva del nostro essere, sembra limitare la forza del Sacramento. Non riusciamo più a distinguere ciò che è bene e male forse perché non alimentiamo il dono della profezia, ma lo teniamo racchiuso tra le pagine di un lezionario o di una lezione di biblica.
Se concepiamo la nostra vita come una lezione da apprendere, anche ciò che Dio ci offre diventa un enunciato, un dogma o un canone da seguire. Riusciamo a comprendere con la ragione i discorsi su Dio e li apprezziamo, ma non crediamo pienamente nell'efficacia dell’azione di Dio sulla nostra vita.
Se solo sapessimo tirare fuori dal nostro tesoro la bellezza della profezia! Se solo riuscissimo a tenere a bada il nostro uomo, viziato dalla società, per lasciare spazio a quei luoghi in cui Dio si vuole manifestare e vuole far crescere in noi la capacità di guardare al mondo con occhi nuovi!
Profezia è questo e molto di più: a ciascuno di noi la possibilità di scoprirlo.
Siamo anche noi pagina vivente di quella storia che chiamiamo Salvezza.



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