TRONFIO
Mi piace esplorare il vocabolario della nostra lingua italiana.
Il tronfio non tentenna e si esibisce
e molto raramente ha l’aria sciatta,
ma quando è malo tempo lo capisce,
avverte il vento e lemme già s’infratta.
È gonfio il tronfio! È come la gramigna,
erba che infesta, il morso non allenta!
Se taci, ti soverchia e tutto insegna,
se parli, ti disprezza e poi t’annienta.
E pure il vecchio tronfio corpacciuto,
tono saccente, immune da imbarazzi,
fa poca simpatia, fa il saputo;
e sotto sotto, con maliziosi lazzi,
gli tiri una stoccata. Ma lui, muto,
ti svaluta e disprezza; e tu ti scazzi.
Difficile da sfruttare a pieno nelle conversazioni quotidiane senza apparire altezzoso.
Eppure, se avessi mai avuto la capacità di lasciarmi interrogare dai tanti docenti che ho incontrato nel cammino della mia formazione scolastica di base, avrei una padronanza dell’italiano di certo meno banale o prevedibile.
Ritornando al termine “TRONFIO”, ritengo che per la maggior parte delle persone che conosco questo termine sia idoneo a raffigurarle: “Gonfio di superbia, pieno di sé, nell’aspetto e soprattutto nel modo d’incedere”.
Non voglio affatto essere moralista in merito alla definizione, ma stimo chi riesce a non nascondere la verità di se stesso. Siamo così portati a mascherare la nostra identità per piacere alla “cerchia” di chi ci loda e crede in noi, rche rischiamo di non vivere pienamente nella verità.
Perciò questa settimana vi propongo una lettura tratta da “Gnòsi delle Fànfole” di Fosco Maraini, tradotta.
Il tronfioIl tronfio non tentenna e si esibisce
e molto raramente ha l’aria sciatta,
ma quando è malo tempo lo capisce,
avverte il vento e lemme già s’infratta.
È gonfio il tronfio! È come la gramigna,
erba che infesta, il morso non allenta!
Se taci, ti soverchia e tutto insegna,
se parli, ti disprezza e poi t’annienta.
E pure il vecchio tronfio corpacciuto,
tono saccente, immune da imbarazzi,
fa poca simpatia, fa il saputo;
e sotto sotto, con maliziosi lazzi,
gli tiri una stoccata. Ma lui, muto,
ti svaluta e disprezza; e tu ti scazzi.


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