COERENZA O CONSENSO?
Se ripenso agli anni del Liceo, ricordo quanto, nei compiti in classe di italiano, odiassi il temutissimo tema. Non tanto per la difficoltà delle tracce proposte - ce n'era sempre una che poteva salvarti in corner - ma diventava complesso per me riuscire a scrivere più di tre colonne di foglio protocollo.
Alcune professoresse mi hanno criticato non solo per problemi oggettivi di sintassi o di grammatica, quanto più per le idee che esprimevo, non consone alle loro aspettative.
Ricordo ancora un tema sul referendum pro o contro la caccia, nel quale esprimevo la mia totale contrarietà nei confronti della caccia, ma non concepivo un divieto per legge e auspicavo una legge che potesse regolare la caccia senza renderla vietata con le conseguenze di illegalità ad esso connesse.
A queste mie idee mi sono sentito rispondere con un bel 5 e il giudizio era: "Buona la sintassi, nessun problema di analisi logica, ma le idee non sono coerenti con la traccia proposta".
Quel giudizio ancora oggi mi fa sorridere: "Complimenti, scrivi bene, ma ti giudico sul tuo pensiero".
Nella mia crescita mi sto battendo, anche attraverso questo strumento del blog, affinché chiunque possa esprimere le proprie opinioni, senza dover sottostare a qualche ideologia predominante.
Credo che questo sia un grande problema della nostra epoca moderna. Non sei più ascoltato per le tue idee o proposte, ma vieni gettato nell'arena mediatica dei pro o contro. Non riusciamo più ad ascoltare il prossimo, ma appena comprendiamo quale sia il filone ideologico dell’opinione di chi ci parla, bolliamo subito il suo pensiero: destra, sinistra, bigotto e fuori dal mondo o liberal moderno, prete o laicista.
Sono certo che questa modalità di leggere il mondo di oggi sia dovuta all’immediatezza che i social hanno imposto negli slogan che ci circondano, ma sono anche più convinto che l’uomo sia un essere capace di migliorare se stesso.
Ragionevolmente comprendiamo che con questa modalità di informazione non è possibile costruire un luogo capace di accogliere le differenti idee e di conseguenza le differenti persone che abitano la nostra società?
Ci riempiamo la bocca di parole quali equità, uguaglianza, pace, parità di diritti, libertà di culto e di parola: ciò che mi sembra manchi è la libertà di pensiero.
Uno Stato poi dovrà tutelare ogni persona senza categorizzarla rischiando di trasformare: desideri, propensioni, gusti personali, credo religiosi, culture, in ordini che identificano una classe specifica.
La vita non è un lavoro, ma un’espressione di chi, cresciuto in un determinato luogo e con differenti capacità, trova spazio nel mondo e cerca di lasciare un segno della sua presenza, almeno nelle relazioni significative che costruirà giorno dopo giorno.
Alcune professoresse mi hanno criticato non solo per problemi oggettivi di sintassi o di grammatica, quanto più per le idee che esprimevo, non consone alle loro aspettative.
Ricordo ancora un tema sul referendum pro o contro la caccia, nel quale esprimevo la mia totale contrarietà nei confronti della caccia, ma non concepivo un divieto per legge e auspicavo una legge che potesse regolare la caccia senza renderla vietata con le conseguenze di illegalità ad esso connesse.
A queste mie idee mi sono sentito rispondere con un bel 5 e il giudizio era: "Buona la sintassi, nessun problema di analisi logica, ma le idee non sono coerenti con la traccia proposta".
Quel giudizio ancora oggi mi fa sorridere: "Complimenti, scrivi bene, ma ti giudico sul tuo pensiero".
Nella mia crescita mi sto battendo, anche attraverso questo strumento del blog, affinché chiunque possa esprimere le proprie opinioni, senza dover sottostare a qualche ideologia predominante.
Credo che questo sia un grande problema della nostra epoca moderna. Non sei più ascoltato per le tue idee o proposte, ma vieni gettato nell'arena mediatica dei pro o contro. Non riusciamo più ad ascoltare il prossimo, ma appena comprendiamo quale sia il filone ideologico dell’opinione di chi ci parla, bolliamo subito il suo pensiero: destra, sinistra, bigotto e fuori dal mondo o liberal moderno, prete o laicista.
Sono certo che questa modalità di leggere il mondo di oggi sia dovuta all’immediatezza che i social hanno imposto negli slogan che ci circondano, ma sono anche più convinto che l’uomo sia un essere capace di migliorare se stesso.
Ragionevolmente comprendiamo che con questa modalità di informazione non è possibile costruire un luogo capace di accogliere le differenti idee e di conseguenza le differenti persone che abitano la nostra società?
Ci riempiamo la bocca di parole quali equità, uguaglianza, pace, parità di diritti, libertà di culto e di parola: ciò che mi sembra manchi è la libertà di pensiero.
Uno Stato poi dovrà tutelare ogni persona senza categorizzarla rischiando di trasformare: desideri, propensioni, gusti personali, credo religiosi, culture, in ordini che identificano una classe specifica.
La vita non è un lavoro, ma un’espressione di chi, cresciuto in un determinato luogo e con differenti capacità, trova spazio nel mondo e cerca di lasciare un segno della sua presenza, almeno nelle relazioni significative che costruirà giorno dopo giorno.


Questi tuoi ragionamenti dovrebbero innescare un dibattito molto più vasto, includendo più persone possibile. Per questo lo condivido. Forse qualcuno in più lo vedrà e lo commenterà
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