DA UNO SGUARDO...

Sono molto curioso di scoprire i sogni, le speranze e le gioie delle persone. Il giorno prima di venire ordinato diacono, il padre spirituale ha proposto a me e ai miei confratelli un esercizio molto atipico. L'esercizio consisteva nel fare due passi, da soli, in mezzo alla gente e guardarli in faccia con un unico obiettivo: rendersi conto che venivamo ordinati per servire anche chi stavamo guardando in modo sfuggevole. Diacono al servizio di chiunque, senza badare alla provenienza, al titolo o all’indirizzo. Donare la nostra vita alla Chiesa per servire Dio nella comunità voleva anche dire questo.
Era il 7 dicembre del 2008 e nel pomeriggio, in piazza, a Ferrara, c’era davvero tanta gente. Chi guardava le vetrine dei negozi, chi parlava con amici, chi stringeva il proprio bambino o la mano della sua compagna. Chi fumava, chi si sistemava il cappotto o chi parlava al telefono. 
Anziani, giovani, bambini, uomini e donne che non sapevano nemmeno chi fossi e cosa stavo per ricevere il giorno successivo per le mani dell’Arcivescovo. 
Questo “esercizio” mi ha molto colpito e così ho iniziato anche successivamente a cercare il non verbale trasmesso dalle persone che casualmente incontro. 
Quanta tristezza negli occhi dei genitori che discutono o stanno al fianco l’uno all’altro per consuetudine. 
Tanta vivacità in quelli di una donna che vicino al nipotino, si vanta di essere chiamata nonna di fronte alle proprie conoscenti. 
Quanti giovani con tante domande negli occhi, con un particolare bisogno che non comprendono ancora e che quando trovano con chi parlare, il tempo è sempre troppo poco per esaurire gli argomenti. 
Molte volte da sacerdote ho la fortuna di ascoltare i bisogni e le fatiche di qualche persona, non ho mai la risposta giusta ai quesiti che si pongono, ma ascolto e provo a fare delle domande per comprendere non solo con la mente, ma col cuore. 
Alla fine di una giornata mi accorgo di aver vissuto più vite nella mia esperienza e così la preghiera diventa il luogo giusto per affidare a Gesù quello che ho intravisto nei volti e negli sguardi altrui. 
Non so se anche a voi è capitato di guardare il non verbale espresso nei volti dei vostri colleghi di lavoro, dei parenti e degli amici... Buon “esercizio” di vita anche a voi!

Commenti

  1. Ci proverò, non so con quali risultati. Ma è un esercizio intrigante.

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