DEDICAZIONE
Ogni volta che si conclude un cantiere inizi a controllare i documenti, verificare le fatture, concludi la burocrazia che è sottesa alla fine dei lavori; contatti il parroco e attendi che venga stabilita la data per l’inaugurazione.
Credo di aver dimostrato in questi anni che il complesso parrocchiale di San Giacomo Apostolo sia il progetto che ho curato nei minimi particolari.
Ricordo ancora quella serata, con il Consiglio Pastorale Parrocchiale, in cui venivo edotto circa i desideri della comunità e il suo sentirsi abbandonata dalla Curia. Mi ero ripromesso di accompagnarla verso la realizzazione di un complesso che potesse diventare un suo nuovo punto di riferimento.
Sono passati più di dieci anni da quella serata, si sono avvicendati parroci e alcuni parrocchiani ora sono in Cielo e credo che da lassù potranno gioire nel vedere concluso questo percorso, non senza ostacoli.
Il 16 ottobre verrà dedicata la chiesa di San Giacomo e inaugurato l’intero complesso parrocchiale.
I ricordi si mescolano alle tante occasioni in cui ho avuto l’onore di conoscere i progettisti, impuntarmi e sembrare perfino miope di fronte alle proposte che mi venivano offerte. Ho imparato a crescere nel ruolo di committente grazie a Diego Malosso, ho compreso la bellezza dell’architettura contemporanea da Benedetta Tagliabue e Joan Callis dello studio EMBT Miralles Tagliabue, ho gustato l’arte che scaturisce da un dialogo sincero e competente tra don Roberto Tagliaferri ed il maestro Enzo Cucchi.
Con queste mie poche righe rischio di rendere banale un cammino che è iniziato attraverso un concorso bandito dalla CEI e che è diventato reale e presente in un territorio in evoluzione della città di Ferrara.
Prima che varchiate quella porta vi consiglio di non giudicare con i soli occhi, ma di ascoltare lo spazio, guardare i particolari, odorare i materiali e vivere l'ambiente che è stato plasmato da muri in cemento, tetto in rame e travi di legno.
Sarà occasione per rendersi conto che ogni particolare fa parte di un disegno superiore ai contratti firmati o ai viaggi affrontati.
La trave in legno che costituisce la grande croce prospettica è un recupero delle travi del tetto del vecchio palazzo municipale di Ferrara. Il pavimento racchiude in sé le vecchie colonne del presbiterio pre conciliare della prima chiesa di San Giacomo. I mattoni dell’esterno richiamano il vuoto lasciato dalle bombe nella piazzetta antistante il campanile della Cattedrale di Ferrara.
Il 16 ottobre, giorno della dedicazione della Cattedrale, diventerà una data importante anche per l’Arginone. In città avremo un nuovo luogo di riflessione, preghiera e cultura che supera il tempo e che resterà nella storia di Ferrara.



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