NOI CHE UNA VOLTA...

L’età inizia a prendere il sopravvento quando nei dialoghi con i conoscenti compare la fatidica frase: “Una volta…” e così facendo riduco il mio discorso ad un semplice ricordo. Chi mai potrà dirmi "Ti sbagli"? Una volta…vuol dire la mia personale esperienza, così come l’ho vissuta ed è ancora viva nei miei ricordi. Nessuno mai potrà dirmi "Sei esagerato" oppure negare la mia affermazione e, se la persona con cui parlo è adulta come o più di me, si inizierà a far un salto nella memoria: la mia vita vissuta, i suoi ricordi, i nostri rimpianti.
Questa settimana non voglio tediarvi con le nostalgie di una storia che mai ritornerà, ma che è riuscita a farmi arrivare al mio oggi.
Vorrei tanto che riuscissimo a vivere l’oggi non come una sfida nei confronti del passato, né come una sciagura per una società che non appare così come la desideriamo. Il nostro quotidiano è l’unica sfida da accogliere e cercare di risolvere come un puzzle al quale manca sempre un pezzo. A forza di cercarlo nella scatola, sotto i tappeti, nei cassetti, ci stanchiamo e lasciamo incompleti tanti percorsi intrapresi ma mai completati.
Accogliamo le sfide che la vita ci pone come opportunità per mettere in gioco la nostra esperienza di vita e riuscire a costruire, mattone dopo mattone, la nostra società. Siamo parte integrante di quest'ultima e senza il nostro contributo non avremo la possibilità di pronunciare quel "Una volta…” perché la vita ci passerà oltre. Sorridiamo quando iniziamo a riflettere sul passato e lasciamoci catturare da quelle sensazioni vissute per continuare a scriverne altre.

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