COME RICONOSCERE PIENAMENTE SE STESSI

Ogni giorno, come molte altre persone, mi trovo a dover lottare con la mia agenda, anzi a dover combattere con me stesso: ciò che vorrei fare, quello che il “dovere” mi impone, il lavoro da svolgere, la mia vita personale da organizzare. Riunioni, mail a cui dare pronta risposta, documenti da compilare, stampare ed organizzare secondo protocollo, affinché possano rimanere come memoria nell'archivio corrente dell’Ufficio.
Tra telefonate, messaggi e altre telefonate trascorre quasi sempre la mia mattina da quando, ordinato sacerdote, ho iniziato a prestare il mio servizio presso gli uffici di Curia.
Non sempre però le telefonate riescono a risolvere i problemi, così con gli appuntamenti e gli incontri personali completo la mia giornata.
Fanno parte dell'agenda della mia settimana, ma anche di quella di qualsiasi adulto con un lavoro stabile ed un impegno familiare, le riunioni di catechesi e quelle organizzative, i momenti di formazione e il tempo per studiare.
"Se solo avessi più tempo per me!": una lamentela che mi rende incapace di vedere come, senza quegli appuntamenti o quei dialoghi, la mia esperienza di vita non sarebbe così interessante.
Sì, tante volte la lamentela sembra essere il basso continuo della mia esistenza e, se incontro qualcuno che non mi conosce pienamente, sembra che il mio essere prete ed ingegnere sia più un peso rispetto alla gioia che in realtà mi muove e rende possibile la mia esperienza.
Le mie giornate così risultano essere sempre simili tra loro, ma ogni giorno in realtà è differente dal precedente ed è questo il sale della mia vita. Riempio infatti i miei tempi lasciando lo spazio al silenzio e alla preghiera.
Ricordo che durante il Seminario ero rimasto affascinato dai “Racconti di un pellegrino russo” con la preghiera continua come stile della vita cristiana: per il pellegrino ogni respiro è un istante da condire di preghiera.
“Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me, peccatore!”.
Questa la frase che ripeto come se fosse parte del mio respiro o del battito del mio cuore.
Solo così riesco a riconoscere me stesso, affidando ogni giorno a Colui che rende possibile tutti i miei incontri.

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