17 Dicembre - 2° giorno della Novena di Natale

MEDITIAMO

Basta uno sguardo al mondo dei rapporti umani, per constatare l’evidenza di tanti fallimenti dell’amore, un’evidenza che appare perfino chiassosa e inquietante. Siamo fatti per amare e scopriamo quasi di non esserne capaci. Originati dall’amore, ci sembra tanto spesso di non saper suscitare amore. 
Perché? Ce lo chiediamo quando la nostalgia di esperienze di amore intense e limpide attraversa la nostra esistenza e colora i nostri sogni. Qualcuno, raccogliendo le parole dalla sua esperienza, suggerisce ragioni e prospettive di questa fatica di amare, tutte, comunque, da verificare in prima persona. Sono la possessività, l’ingratitudine e la tentazione di catturare l’altro le forme che più comunemente paralizzano il cammino dell’amore. 
La possessività paralizza l’amore perché impedisce il dono, bloccando il cuore in un avido e illusorio accumulo di ricchezza per sé. L’ingratitudine è l’opposto della riconoscenza gioiosa. Impedisce l’accoglienza dell’altro e impoverisce l’anima, perché dove non c’è gratitudine, il dono stesso è perduto. La cattura è frutto della gelosia, e insieme della paura di perdere l’istante posseduto: in una sorta di sazietà illusoria essa chiude lo sguardo verso gli altri e verso l’avvenire. Come superare queste resistenze? Come divenire capaci di amare oltre ogni possessività, ingratitudine e prigione del cuore? Chi ci renderà capaci di amare?  (Tratto dalla: “Lettera ai cercatori di Dio”, 2009) 

PREGHIERA

Ascolta, o Padre, la nostra preghiera
e mandaci il tuo Santo Spirito
affinché anche nella nostra storia
riconosciamo la presenza del tuo amore
nel Figlio tuo venuto in mezzo a noi,
Cristo, nostro Signore. 
Amen.

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