21 Dicembre - 6° giorno della Novena di Natale
MEDITAZIONE
Chiamato a servire, nell’impegno di ogni giorno, nella specificità dei servizi d’amore cui Dio lo chiama, il cristiano non deve mai perdersi d’animo, né cedere alla tentazione della disperazione e dello scetticismo. Il segreto che gli permette di mantenere intatta la sua capacità di leggere giorno dopo giorno i segni della salvezza di Dio, che è all’opera, sta nell’incontro fedele e perseverante con Cristo, sorgente di vera gioia.
Questa gioia dell’incontro col Signore accompagna la vita del cristiano: anche nella prova e nella persecuzione i discepoli restano “pieni di gioia e di Spirito Santo” (Atti 13,52). La gioia è un frutto dello Spirito, conseguenza del dimorare in Dio nella preghiera e nella celebrazione del suo amore per noi, sperimentato nella fede e nella speranza: “Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1Tessalonicesi 5,16-18). La gioia si coniuga così alla carità, vissuta nel portare con Cristo il peso della sofferenza propria e altrui. Servire è farsi collaboratori della gioia di tutti: “Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia” (2Corinzi 1,24).
Lo spirito delle beatitudini è la caratteristica inconfondibile della vita cristiana: in chi lo vive è Cristo che vive, perché è Gesù il povero, il sofferente, il mite, il puro di cuore, l’affamato di giustizia e l’operatore di pace, e nessun altri al di fuori di lui è in grado di trasformare nella gioia e nella pace dell’amore il dolore, che devasta la terra. Le beatitudini sono al tempo stesso l’annuncio e il dono della vita nuova che i cristiani portano nel mondo, il criterio e la misura della loro credibilità, la promessa delle meraviglie che la sequela di Gesù opera nella nostra debolezza, secondo una logica che la fede comprende, ma che appare perfino sconvolgente agli occhi del mondo. Ecco come le riporta l’evangelista Luca:
“Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete, perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti” (6,20-24). (Tratto dalla: “Lettera ai cercatori di Dio”, 2009)
PREGHIERA
Ascolta, Padre, questa preghierae ricolmaci dei doni dello Spirito
affinché riconosciamo la sorgente della gioia
nell’incontro fedele e perseverante
con il Figlio tuo, nato da Maria,
Cristo, nostro Signore.
Amen!


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