SEMPRE O MAI
Ci sono due avverbi nella lingua italiana che vengono abusati nel linguaggio parlato. La maestra delle elementari avrà di certo detto anche a voi che “mai” e “sempre” sono due avverbi che definirei “totalitari”.
“Non l'ho mai mangiato e mai lo mangerò!”; “Ti giuro amore, per sempre!”.
Quante volte sentiamo queste frasi! A me mettono soggezione.
L’avverbio “mai”, ad esempio, io lo utilizzerei per descrivere la mia reazione di fronte a tutti i tipi di totalitarismo, di razzismo, di guerra e di discriminazione. Se c’è un qualcosa che ho imparato nella mia vita fino ad ora vissuta è che chiunque deve portare rispetto prima di tutto a se stesso e nel medesimo modo al prossimo, fosse anche il mio più grande nemico. Non vorrei che questa affermazione possa sembrare irreale, ma credo che l’uomo, dopo 2000 anni di storia, non debba più cadere negli errori del passato, anche solo per rispetto alla propria intelligenza. Guerre e discriminazioni ne sono pieni i giornali e quando si cerca di approvare leggi che non aiutino i fabbricanti di armi, si scopre che lo Stato che le ha approvate ha interessi economici nel vendere le stesse armi a Paesi ritenuti meno sviluppati.
Avessimo coscienza di come poter utilizzare questo avverbio non solo per essere categorici nelle nostre affermazioni, ma anche nelle nostre azioni!
Anche l’avverbio "sempre", usato per dichiarare il proprio amore, per me è irreale. L’amore è meglio dichiararlo ogni giorno, la cui somma diventerà il sempre della mia e della tua vita.
Se parlo di eternità, paragonandola all’infinito, rischio di addentrarmi nella teologia o nella scienza. Se invece inizio a considerare il mio oggi una parte del sempre, allora potrò godere di ogni singolo momento e rendermi conto che la mia vita non sarà mai un sempre impossibile!


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