LA MORTE

Un tema troppe volte discusso. Nessuno mai vorrebbe arrivasse la morte, altri la esorcizzano vivendo come se fosse il motivo della propria esistenza, un Santo l’ha soprannominata “sorella morte”. 
Vita e morte sono parte integrante del nostro cammino su questa terra. 
Quando la morte irrompe nelle relazioni, inizia il percorso di chi ti ricorda: un uomo di Dio, un difensore della fede, un Vescovo amante della Chiesa, un uomo intelligente e un grande scrittore. 
Queste e tante altre definizioni per cercare di dare un volto al nuovo percorso che ha intrapreso mons. Luigi Negri. 
Il dolore del distacco, la gratitudine per la sua vita spesa e per la relazione burrascosa ma veritiera che ha instaurato con me, sono forti e vivi nella mia missione di sacerdote. 
Grazie mons. Negri e, dalla vita che non ha più fine, continui a farci comprendere la gioia del vivere in Cristo. 

Grazie a Cristo, la morte cristiana ha un significato positivo. 
«Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno» (Fil 1,21). «Certa è questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con lui» (2 Tm 2,11). Qui sta la novità essenziale della morte cristiana: mediante il Battesimo il cristiano è già sacramentalmente «morto con Cristo», per vivere di una vita nuova; e se noi moriamo nella grazia di Cristo, la morte fisica consuma questo «morire con Cristo» e compie così la nostra incorporazione a lui nel suo atto redentore. 
(Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1010)

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