PACE
Insegniamo ai bambini cosa significa pace e vogliamo che loro ne siano portatori fin dall’infanzia. La giornata della pace dell’ACR, il mese della Pace, bandiere e cartelloni, attività di catechesi.
Ci rendiamo ben presto conto che la pace va manifestata dapprima in famiglia e poi nella società.
Per quanto riguarda le dinamiche familiari, - non sia ritenuto un giudizio - i litigi per via di eredità o di difficoltà di relazione minano sensibilmente il concetto di Pace che vorremmo trasmettere.
Manifesti e proclami per la Pace, di cui si fregia la società odierna, rischiano di diventare solo degli spot che ci trovano incoerenti quando, di fronte a scelte governative o a decreti legge, invochiamo la libertà e creiamo battaglie ideologiche che - ahimè - molte volte si dimostrano fallimentari nel clima di pace a cui tutti diciamo di aspirare.
Nel mondo ciò che da sempre unisce le differenti popolazioni e società è la guerra, “un controsenso della creazione” come ha detto Papa Francesco.
Come poter quindi chiedere Pace oggi per l’Ucraina? Pace anche nel Burkina Faso (scontri tra etnici), in Egitto (guerra contro militanti islamici ramo Stato Islamico), in Libia (guerra civile in corso), in Mali (scontri tra esercito e gruppi ribelli), Mozambico (scontri con ribelli Renamo), in Nigeria (guerra contro i militanti islamici), in Repubblica Centrafricana (spesso avvengono scontri armati tra musulmani e cristiani), nella Repubblica Democratica del Congo (guerra contro i gruppi ribelli), in Somalia (guerra contro i militanti islamici di al-Shabaab), in Sudan (guerra contro i gruppi ribelli nel Darfur), nel Sud Sudan (scontri con gruppi ribelli).
Pace in Afghanistan (i Talebani hanno preso il potere ad Agosto 2021), in Birmania-Myanmar (guerra contro i gruppi ribelli), nelle Filippine (guerra contro i militanti islamici), in Pakistan (guerra contro i militanti islamici), in Thailandia (colpo di Stato dell’esercito Maggio 2014).
Pace in Cecenia (guerra contro i militanti islamici), nel Daghestan (guerra contro i militanti islamici), in Artsakh ex Nagorno-Karabakh (scontri tra esercito Azerbaijan contro esercito Armenia e esercito del Artsakh ex Nagorno-Karabakh).
Pace in Iraq (guerra contro i militanti islamici dello Stato Islamico), in Israele (guerra contro i militanti islamici nella Striscia di Gaza), in Siria (guerra civile), nello Yemen (guerra contro e tra i militanti islamici), in Colombia (guerra contro i gruppi ribelli), in Messico (guerra contro i gruppi del narcotraffico).
Sono tanti nomi ai più sconosciuti, ma rappresentano la realtà del mondo oggi, travolto da conflitti che non sembra si vogliano risolvere.
In questo contesto mi sento di accogliere l’invito di Papa Francesco. Preghiamo.
“Gesù ci ha insegnato che alla insensatezza diabolica della violenza, si risponde con le armi di Dio, con la preghiera e il digiuno. Invito tutti a fare il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera e al digiuno. La Regina della Pace preservi il mondo dalla follia della guerra”.


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