DECIDERE
Cosa ci contraddistingue l’uno dall’altro? Cosa ci rende unici e capaci di stupirci del prossimo e tante volte anche di noi stessi?
Le nostre decisioni.
Se condizionate dall’esterno o da comportamenti abituali, anche le nostre decisioni, quelle meno spontanee, dimostrano chi siamo.
Limitati, paurosi di deludere qualcuno, incapaci di scegliere liberamente.
Se invece riusciamo a liberarci da quel senso di schiavitù o di sudditanza che a volte proviamo, la nostra decisione diventa lo stile del nostro essere.
Decidere di vivere la nostra vita senza condizionamenti è una forma di indipendenza alla quale tutti aspiriamo.
Ma per decidere io mi chiedo spesso se conosciamo veramente noi stessi.
Il nostro modo di essere generosi, accoglienti, sorridenti, sensibili, riusciamo a dimostrarlo nelle nostre decisioni?
Oppure rischiamo di nasconderci dietro a quella maschera che sapientemente nella nostra crescita siamo riusciti a costruirci?
La maschera ci aiuta a tenere lontane le situazioni che ci mettono in imbarazzo e che ci fanno vivere conflitti con il prossimo.
Meglio a volte non decidere, ma anche questa è una decisione.
Se non voglio esprimere me stesso o il disagio che provo di fronte ad una situazione per non creare discussioni fini a se stesse, anche qui dimostro la mia personalità.
Decidere è un dilemma che ci si presenta già da adolescenti quando, formando la nostra personalità, iniziamo a comprendere che per diventare adulti dobbiamo esprimere le nostre scelte.
La scelta della formazione, del lavoro, la scelta di mettermi in gioco con una persona in modo esclusivo, matrimonio o convivenza che sia, la scelta di come passare il tempo libero, lo sport, la musica, la danza o il teatro o tutte quelle realtà delle quali mi circondo per ritrovare me stesso, compiacermi delle mie decisioni per farmi conoscere al prossimo.
Solo così riuscirò a farmi apprezzare per quello che realmente sono e non solo a fermarmi all’immagine che voglio gli altri vedano di me.
Le nostre decisioni.
Se condizionate dall’esterno o da comportamenti abituali, anche le nostre decisioni, quelle meno spontanee, dimostrano chi siamo.
Limitati, paurosi di deludere qualcuno, incapaci di scegliere liberamente.
Se invece riusciamo a liberarci da quel senso di schiavitù o di sudditanza che a volte proviamo, la nostra decisione diventa lo stile del nostro essere.
Decidere di vivere la nostra vita senza condizionamenti è una forma di indipendenza alla quale tutti aspiriamo.
Ma per decidere io mi chiedo spesso se conosciamo veramente noi stessi.
Il nostro modo di essere generosi, accoglienti, sorridenti, sensibili, riusciamo a dimostrarlo nelle nostre decisioni?
Oppure rischiamo di nasconderci dietro a quella maschera che sapientemente nella nostra crescita siamo riusciti a costruirci?
La maschera ci aiuta a tenere lontane le situazioni che ci mettono in imbarazzo e che ci fanno vivere conflitti con il prossimo.
Meglio a volte non decidere, ma anche questa è una decisione.
Se non voglio esprimere me stesso o il disagio che provo di fronte ad una situazione per non creare discussioni fini a se stesse, anche qui dimostro la mia personalità.
Decidere è un dilemma che ci si presenta già da adolescenti quando, formando la nostra personalità, iniziamo a comprendere che per diventare adulti dobbiamo esprimere le nostre scelte.
La scelta della formazione, del lavoro, la scelta di mettermi in gioco con una persona in modo esclusivo, matrimonio o convivenza che sia, la scelta di come passare il tempo libero, lo sport, la musica, la danza o il teatro o tutte quelle realtà delle quali mi circondo per ritrovare me stesso, compiacermi delle mie decisioni per farmi conoscere al prossimo.
Solo così riuscirò a farmi apprezzare per quello che realmente sono e non solo a fermarmi all’immagine che voglio gli altri vedano di me.


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