ANTITETICO

Quanti termini sono stati creati per antitesi. La luce per essere tale presuppone che ci sia il buio, il bene stravolge il male, la guerra ha bisogno della pace per annullarsi.
Questa analisi totalmente personale della lingua italiana mi porta a pensare a quante antitesi viviamo nel nostro modo di porci nei confronti del prossimo.
Siamo veramente gioiosi se abbiamo anche sperimentato la tristezza, così come siamo capaci di comprendere il prossimo se abbiamo vissuto la solitudine e l’abbandono.
Durante il periodo della nostra crescita abbiamo vissuto tante di queste situazioni e, per ogni difficoltà, rivolgendoci a chi ci stava crescendo, ci siamo sentiti rispondere: passerà. Vedrai che crescendo capirai, vedrai che resti solo perché sono invidiosi della tua bontà, non ti uniformare al loro modo di porsi nei tuoi confronti.
Così, tra divieti imposti, luoghi in cui non era il caso che tu andassi, parole che non era giusto pronunciare per non diventare “uno scaricatore di porto” (povera categoria abusata nel suo lato pittoresco e negativo), abbiamo trovato un nostro modo di diventare uomini e donne.
La fatica di vivere la propria età diventa tale quando, di fronte ad una domanda sul senso della vita, non riusciamo a trovare l’antitesi giusta, già sperimentata, per rispondere positivamente ad un fatto che si sta vivendo.
Il dolore, la sofferenza, la malattia, la guerra… e mi fermo qui a descrivere quelle realtà in cui troppe volte utilizziamo frasi fatte, perché nessuno di noi ha veramente sofferto o si è trovato in una condizione simile a chi ci sta ponendo quella domanda.
Guardiamo la guerra nei film e ora nelle immagini di un popolo martoriato dalle bombe e da un’invasione folle e omicida. Sentiamo il desiderio di aiutarlo, ma non riusciamo a trovare il coraggio di esprimere gesti di pace, forse per paura di essere a nostra volta nella medesima situazione. Svuotiamo gli scaffali dei supermercati dei beni essenziali e ci prepariamo ad un evento che nessuno di noi ha mai immaginato di vivere sulla propria pelle, ma le giornate proseguono tra SPREAD e PIL o investimenti bancari o acquisti di beni superflui.
Proviamo a superare questo modo in cui siamo cresciuti e abbiamo ragionato fino ad oggi e cerchiamo di trovare in quelle parole, PACE, SOLIDARIETÀ, FRATERNITÀ e VITA, il significato vero, per poter costruire percorsi che portino alla loro concreta realizzazione.

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