CON LA FACCIA A TERRA

Un amico mi ha fatto ricordare un momento molto intimo della mia esperienza di vita. Durante l’ordinazione al diaconato e al presbiterato, ho vissuto due momenti di prostrazione, davanti all’altare e ai confratelli, per invocare la benedizione dei Santi. 
Ero io, con la mia storia, i desideri di una vocazione che, nell’invocazione dello Spirito Santo, stava trovando la sua forma compiuta, le speranze di una vita di servizio ad una comunità ancora tutta da scoprire. 
Tutto lì, racchiuso in un istante: il silenzio dentro alle note del canto delle litanie, una terra che diventa cuscino e la tua anima che nella preghiera si unisce alle tante voci di chi prega per te e con te. 
La mia vita, i miei limiti, le mie speranze e i miei desideri. 
In quella terra, quel pavimento di marmo che racchiude le tombe di tanti vescovi che a Ferrara hanno svolto il loro ministero sacerdotale. 
Un corpo come schiacciato dal peso delle incombenze e dai ricordi che riaffiorano dal passato che diventano un cappio, pronto a tornare alla mente di chi, avendoti conosciuto prima del seminario, rivede te, vestito da sacerdote, che scanzona quell’amico o commette quell’errore che, nella mente di chi era presente, non si cancella. 
Una testa che si appoggia alle mani, quelle mani che verranno unte col crisma, che diventeranno il veicolo di un miracolo che si attua nel tempo, dove la dimensione dell’oggi si dissolve nell’eterno della presenza di Cristo. 
Una mente che nel canto vive la presenza di una Chiesa che dal Cielo assiste chi si mette in gioco con la propria vocazione nel costruire un mondo di pace. 
Uno sguardo che si perde tra i volti e le speranza di una Chiesa che prega affinché i candidati al sacerdozio possano assumere il compito del servizio pastorale. 
Un momento che rimane unico nella mia vita e che deve essere richiamato alla memoria nei momenti tristi e cupi di quel ministero che tanto chiede, anche se dona molte soddisfazioni e gioie. 
“Con la faccia a terra”, perché dalla terra è risorto Cristo e ha reso nuove tutte le vite di questo mondo che ancora non crede.

Commenti

  1. Grazie come sempre per le tue toccanti riflessioni. Siamo felici di averti come amico anche per questi doni che ci fai. Mentre leggevamo abbiamo pensato: ma perché non raccogli tutte queste riflessioni e quando ne avrai un bel po' non le stampi in un bel libro? Scrivi proprio bene. Ti vogliamo bene silvana e mauro

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari