GIOCARE A NASCONDINO
Passeggiando per Roma, direzione San Pietro, sono rimasto stupito da questa scoperta: il Cupolone, maestoso a distanza, regale nel suo ergersi al di sopra di ogni tetto, mentre ci si avvicina all’ingresso della Basilica, sembra quasi nascondersi dietro la loggia della facciata. Chissà che non sia solo un'illusione ottica, ma camminando su e giù per Piazza San Pietro mi sembrava che il Cupolone stesse giocando con me a nascondino!
E il nascondino era proprio uno dei miei giochi preferiti da bambino… Non sono mai stato troppo coraggioso, avevo paura della mia ombra. Per questo motivo tutti i giochi “muscolari” mi rendevano ridicolo e cosi mi sentivo a disagio. Non riuscivo a giocare a calcio, avevo il piede a banana e, se mi mettevano in porta, facevo passare tutti i palloni. A basket, sport che frequentavo, ero un bravissimo regista... dalla panchina o guardando le partite.
Nascondino, invece, era il gioco che sembrava adatto a me: tattica e furbizia, con la possibilità di vincere senza dover essere un bomber o un cestista. Per questo motivo riuscivo quasi sempre a vincere e venivo messo a contare solo perché i miei amici si stancavano del fatto che io non perdessi. Con una democrazia “in divenire” , ci si coalizzava contro uno di noi e mi toccava contare fino a 100 e 1!
Onestà e furbizia in quel gioco non andavano molto d’accordo. Fatto sta che, anche quando ero nella base, scoprivo dove si trovavano nascosti i miei amici e vincevo nuovamente.
Credo che la vita a volte possa essere giudicata come il gioco del nascondino.
Non tutti siamo capaci di ogni tipo di proposta che ci offre la società.
Sport, moda, vita agiata, ostentazione di ricchezza, rispetto dei canoni di bellezza imposti dalla società… Siamo però tutti capaci di agire con tattica e furbizia per dribblare le asperità della vita. Troviamo tutti il posto dove nascondere qualche parte di noi per poi balzare fuori all’improvviso e gridare: TANA!
Corriamo, ci mescoliamo nella folla, nascosti agli occhi di chi ci sorveglia, tentiamo percorsi mai pensati prima, ci creiamo una pista sicura in cui trovare la strada per quella tana che diventa il successo nella nostra vita.
Mi auguro che anche voi abbiate trovato chi fa “Tana libera tutti”, per uscire ogni tanto dal vostro isolamento, e che riusciate a correre per arrivare a quella “Tana” che è la consapevolezza di ciò che siamo nel mondo.



Commenti
Posta un commento