ARRIVISTA
Chissà quanti sono i giudizi che ognuno di noi riceve in base a come viene visto da chi ci osserva.
Parlo di me, lo sapete, non teorizzo, ma analizzo la mia vita per riuscire a trovare nella parola scritta un equilibrio tra le tante realtà che vivo.
Ho 45 anni, sono nato e cresciuto a Ferrara.
La mia esperienza scolastica ha avuto un'impronta cattolica: asilo, elementari e scuole medie presso il Sacro Cuore e la San Vincenzo.
"Figlio di papà", così venivo definito dai più… "Hai visto? Il figlio dell’odontotecnico? Ah, beh, loro sì che guadagnano…". Questi e non solo i commenti che ho sentito rivolgere alla mia famiglia per la scelta educativa e scolastica che hanno voluto e potuto scegliere.
Le scuole cattoliche ferraresi erano molto frequentate: 28 bambini alle elementari e 26 ragazzi alle medie. Classi variegate e persone di differente provenienza e cultura. Ciò che ci accomunava, almeno all’esterno, l’appartenenza alla Chiesa Cattolica.
La preghiera con cui si iniziava la mattinata di scuola, il fioretto nel mese di maggio, le messe di inizio anno, Natale e Pasqua e fine anno scolastico diventavano la sintesi tra un cristianesimo e l’esperienza scolastica. La Chiesa era ritenuta un ambiente educativo positivo e la scuola non era solo il luogo dove apprendere nozioni ma dove imparare a vivere.
Il Liceo Scientifico ed Ingegneria civile sono stati ambienti dove tradurre in azioni le ideologie che mi affascinavano. L’adolescenza è stata battaglia ormonale tra un vita di impegno sociale e di impegno religioso. Ero un giovane che faceva scelte, il più delle volte azzeccate, che mi hanno fatto interrogare sulla vita. La politica scolastica liceale, il giornale scolastico (Acido Roitico), il teatro e la corale sono state altre espressioni della mia poliedrica personalità.
Se non ero uno sportivo, per quella pigrizia che ancora oggi mi rende particolarmente comodo al divano, ero curioso del mondo, degli interrogativi che la società mi poneva, desideroso di trovare i talenti che mi erano stati donati ed esercitarmi in essi per comprendere a cosa ero destinato.
Arrivista.
Sì, questo il giudizio che ancora oggi mi viene rivolto.
Nella società odierna dove l’hobby per eccellenza è screditare le persone, il termine arrivista mi fa sorridere. Sono sempre stato entusiasta della vita e delle sue svariate sfaccettature. L’imprevedibilità dell’uomo e la capacità di procurare ferite, la forza di guarire da quelle che altri ti infliggono, la creatività e l’ironia che contraddistinguono la creazione e le sue creature.
Arrivista.
Questo aspetto sarà da migliorare all’interno di quel percorso che continuo a costruire: la mia persona. Anche se vengo il più delle volte inquadrato in un ruolo, quello sacerdotale, cerco sempre nuove strade dove mettermi in gioco, in cui curare le relazioni che creo, proteso verso la gioia di vivere, sempre e comunque...e al di la di ogni giudizio.
Parlo di me, lo sapete, non teorizzo, ma analizzo la mia vita per riuscire a trovare nella parola scritta un equilibrio tra le tante realtà che vivo.
Ho 45 anni, sono nato e cresciuto a Ferrara.
La mia esperienza scolastica ha avuto un'impronta cattolica: asilo, elementari e scuole medie presso il Sacro Cuore e la San Vincenzo.
"Figlio di papà", così venivo definito dai più… "Hai visto? Il figlio dell’odontotecnico? Ah, beh, loro sì che guadagnano…". Questi e non solo i commenti che ho sentito rivolgere alla mia famiglia per la scelta educativa e scolastica che hanno voluto e potuto scegliere.
Le scuole cattoliche ferraresi erano molto frequentate: 28 bambini alle elementari e 26 ragazzi alle medie. Classi variegate e persone di differente provenienza e cultura. Ciò che ci accomunava, almeno all’esterno, l’appartenenza alla Chiesa Cattolica.
La preghiera con cui si iniziava la mattinata di scuola, il fioretto nel mese di maggio, le messe di inizio anno, Natale e Pasqua e fine anno scolastico diventavano la sintesi tra un cristianesimo e l’esperienza scolastica. La Chiesa era ritenuta un ambiente educativo positivo e la scuola non era solo il luogo dove apprendere nozioni ma dove imparare a vivere.
Il Liceo Scientifico ed Ingegneria civile sono stati ambienti dove tradurre in azioni le ideologie che mi affascinavano. L’adolescenza è stata battaglia ormonale tra un vita di impegno sociale e di impegno religioso. Ero un giovane che faceva scelte, il più delle volte azzeccate, che mi hanno fatto interrogare sulla vita. La politica scolastica liceale, il giornale scolastico (Acido Roitico), il teatro e la corale sono state altre espressioni della mia poliedrica personalità.
Se non ero uno sportivo, per quella pigrizia che ancora oggi mi rende particolarmente comodo al divano, ero curioso del mondo, degli interrogativi che la società mi poneva, desideroso di trovare i talenti che mi erano stati donati ed esercitarmi in essi per comprendere a cosa ero destinato.
Arrivista.
Sì, questo il giudizio che ancora oggi mi viene rivolto.
Nella società odierna dove l’hobby per eccellenza è screditare le persone, il termine arrivista mi fa sorridere. Sono sempre stato entusiasta della vita e delle sue svariate sfaccettature. L’imprevedibilità dell’uomo e la capacità di procurare ferite, la forza di guarire da quelle che altri ti infliggono, la creatività e l’ironia che contraddistinguono la creazione e le sue creature.
Arrivista.
Questo aspetto sarà da migliorare all’interno di quel percorso che continuo a costruire: la mia persona. Anche se vengo il più delle volte inquadrato in un ruolo, quello sacerdotale, cerco sempre nuove strade dove mettermi in gioco, in cui curare le relazioni che creo, proteso verso la gioia di vivere, sempre e comunque...e al di la di ogni giudizio.


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