FRATELLI TUTTI?

Quanto è vero che ognuno si forma in base a ciò che legge, ascolta, osserva, nel tessuto sociale in cui cresce e nelle relazioni che intesse con i pensieri derivanti dalle diverse situazioni di vita che incontra! 
Temi importanti come la vita, le scelte, la capacità di discernere ciò che ti fa battere il cuore ed il dovere lavorativo o relazionale al quale ognuno è legato in base al luogo in cui cresce.
In questo mio viaggio ho sperimentato il termine “Fratelli” soprattutto nella liturgia. “Fratelli” è l’incipit di ogni lettera alle comunità cristiane sparse nel primo giro di evangelizzazione degli apostoli. Utilizziamo “Fratelli” quando, nell’assemblea liturgica, chiediamo perdono a Dio e ai fratelli, quegli sconosciuti che condividono il banco a Messa.
Non ho avuto fratelli di carne, perciò non sono riuscito a comprendere una dimensione che altri hanno sperimentato.
Fratelli diventano gli uomini e donne che condividono con me l’esperienza cristiana. Gli altri, come li chiamiamo?
Il più delle volte usiamo il termine amici, conoscenti, parenti e, facendo così, creiamo dei distinguo propri del termine in sé.
Ma non siamo tutti fratelli?
Ho letto l’enciclica di Papa Francesco con un pregiudizio dovuto al mio modo usuale di leggere gli interventi del Pontefice e la gerarchia odierna.
“Ecco, dal titolo già vuole esprimere la sua appartenenza politica”.
Alla prima lettura non sono riuscito a togliermi il dubbio che un Pontefice non dovrebbe trattare certi argomenti, in modo da prestare il fianco ai propri oppositori.
La mia vita, nonostante questo fastidioso modo di giudicare che scava nelle mie vene da sempre, è andata avanti, senza che l’enciclica abbia trovato in me terreno fertile per modificare la mia cocciutaggine.
Spesso dico ai ragazzi della parrocchia: “Lasciamo spazio allo Spirito Santo, Lui sa quando e cosa abbiamo bisogno”.
In questi giorni la visione di un filmato, l’esperienza in un centro di prima accoglienza dei migranti, alcuni operatori di Medici senza Frontiere e della Croce Rossa Italiana, mi hanno portato a ripensare a quella lettura di Papa Francesco.
Persone di differente provenienza e cultura, religione e orientamento sessuale. Uomini, donne, bambini, adolescenti, giovani con fisico atletico o volti scavati dalla fatica, calore, malattia.
Coloro che sono riusciti a resistere alla lunga strada. Una scelta dovuta alla povertà? Una o più guerre…migranti economici o disgraziati che vogliono venire a rubare casa, benefici o mogli o mariti in un Paese che non vuole riconoscerli? Meglio costruire steccati, tenerli dentro a dei tendoni per 24-48 ore, molte volte settimane, per dire loro che da noi non c’è posto...
“Mentre si trovavano a Betlemme, giunse per Maria il tempo di partorire, ed essa diede alla luce un figlio, il suo primogenito. Lo avvolse in fasce e lo mise a dormire nella mangiatoia di una stalla, perché non avevano trovato altro posto.”
Quante volte l’ho letto e ho visto in questo brano la cattiveria di un mondo che non aveva pietà per colei che, Vergine rimasta incinta, sfidava la società in cui viveva.
Fratelli tutti?
Sì, un’umanità che cerca nuove possibilità in un territorio brullo e disabitato: esperienze di vita, professionalità e desiderio di cambiamento sono le variabili che mi hanno aperto la mente.
Fratelli non solo per la liturgia, ma uomini e donne che, se accolti, diventano una ricchezza di relazioni e un’apertura al mondo che non vuole costruire steccati, ma nella libertà cerca di allargare i propri confini e farsi prossimo, l’uno agli altri.

Signore e Padre dell’umanità,
che hai creato tutti gli esseri umani
con la stessa dignità,
infondi nei nostri cuori uno spirito fraterno.
Ispiraci il sogno di un nuovo incontro,
di dialogo, di giustizia e di pace.
Stimolaci a creare società più sane e un mondo più degno,
senza fame, senza povertà,
senza violenza, senza guerre.
Il nostro cuore si apra
a tutti i popoli e le nazioni della terra,
per riconoscere il bene e la bellezza
che hai seminato in ciascuno di essi, per stringere legami di unità, di progetti comuni, di speranze condivise. Amen.
Papa Francesco (Fratelli tutti)

Commenti

Post più popolari