IPSE DIXIT
Questa locuzione in latino mi ricorda gli anni di liceo. La ricerca ininterrotta sul Dizionario "Il Castiglione Mariotti" per trovare una frase simile a quella della versione da tradurre... Per non sbagliare e ricevere quel segno rosso (traduzione libera non letterale) che faceva "venire la muffa" perché la frase si comprendeva comunque, ma non era come voleva il professore di turno.
"Ipse dixit" è diventato però negli anni un motto per canzonare quell’amico che voleva sempre l’ultima parola o quella decisione non presa a maggioranza, ma solo da chi aveva l’auto o era solito decidere.
Mi sono ritrovato poi ad essere io molte volte quello che decideva. E così sentivo rivolgermi quella espressione latina come se fossi io il centro di ogni attività scolastica ed extra scolastica con gli amici.
La politica a scuola e la scelta di mettermi in gioco come educatore in una parrocchia poi hanno accentuato quell’ "Ipse dixit".
Combatto ancora oggi, parroco e direttore di Curia, per cercare di trovare soluzioni condivise. Quanta fatica tenere a bada il mio “ipse dixit” interiore!
Quante occasioni in cui mi viene chiesto di prendere una posizione: la formazione in parrocchia, la scelta dei catechisti, l’elenco delle chiese da restaurare con i fondi della ricostruzione post-sisma e l’autorizzazione per un mutuo o un contratto d’affitto di un locale parrocchiale o di una realtà pastorale.
Tutta la mia vita gira intorno a quell’”ipse dixit”, così difficile da dover coniugare con la vita cristiana e così importante da non poverlo ignorare.
Mi auguro che la traduzione che ora darò di questa locuzione non sia del tutto letterale, ma che trovi un segno rosso alla fine di questo articolo. IPSE DIXIT=“lui stesso lo ha detto dopo essersi confrontato con altri!”
"Ipse dixit" è diventato però negli anni un motto per canzonare quell’amico che voleva sempre l’ultima parola o quella decisione non presa a maggioranza, ma solo da chi aveva l’auto o era solito decidere.
Mi sono ritrovato poi ad essere io molte volte quello che decideva. E così sentivo rivolgermi quella espressione latina come se fossi io il centro di ogni attività scolastica ed extra scolastica con gli amici.
La politica a scuola e la scelta di mettermi in gioco come educatore in una parrocchia poi hanno accentuato quell’ "Ipse dixit".
Combatto ancora oggi, parroco e direttore di Curia, per cercare di trovare soluzioni condivise. Quanta fatica tenere a bada il mio “ipse dixit” interiore!
Quante occasioni in cui mi viene chiesto di prendere una posizione: la formazione in parrocchia, la scelta dei catechisti, l’elenco delle chiese da restaurare con i fondi della ricostruzione post-sisma e l’autorizzazione per un mutuo o un contratto d’affitto di un locale parrocchiale o di una realtà pastorale.
Tutta la mia vita gira intorno a quell’”ipse dixit”, così difficile da dover coniugare con la vita cristiana e così importante da non poverlo ignorare.
Mi auguro che la traduzione che ora darò di questa locuzione non sia del tutto letterale, ma che trovi un segno rosso alla fine di questo articolo. IPSE DIXIT=“lui stesso lo ha detto dopo essersi confrontato con altri!”


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