DATE A CESARE QUEL CHE È DI CESARE E A DIO QUEL CHE È DI DIO

«"C'è della calma" nella grande reggia vescovile di Monsignor Giancarlo Perego. Ho l'onore di essere suo dirimpettaio. Questa vicinanza quotidiana mi fa notare una grande tranquillità nel suo Palazzo: nessuno si avvicina alle finestre, nessuno passeggia nei corridoi, nessun migrante all'orizzonte. Luoghi che sembrano totalmente vuoti, infatti, all'ingresso non c'è mai calca, e così è da quando sono qui, circa 5 anni.».

Così inizia la sua narrazione, signor Sindaco. Se dovessi utilizzare nei suoi confronti la stessa modalità con la quale lei tratta le situazioni di attualità o di “scontro” nei riguardi delle sue scelte, direi: “Il Sindaco lavora davvero tanto, visto che ha tempo di guardare cosa accade nel palazzo di fronte”… ma per mia fortuna, cerco di documentare le mie opinioni prima di pubblicarle in un articolo.
Il Palazzo Arcivescovile è stato oggetto di lavori di ripristino strutturale post-sisma dal 2020 al 2022. Nel mese di ottobre 2021, su richiesta dell’Arcivescovo, sono stati stanziati fondi del Ministero dei Beni Culturali per completare il restauro del Palazzo con particolare riferimento alla sostituzione di infissi e ripristino di porzioni del fabbricato. Le ricordo che questi fondi non possono essere gestiti dall’Ufficio che sto servendo in questi anni, ma dal Segretariato Regionale per l’Emilia-Romagna, e non siamo ancora arrivati alle autorizzazioni per l’inizio dei lavori.
Nel mese di novembre del 2023, il mio Ufficio ha inviato una richiesta di contributi all’Ufficio Beni Culturali ed Edilizia della Conferenza Episcopale Italiana per completare ulteriormente il restauro dell'immobile: fognature, impianti, sistemazione delle corti ed infine degli uffici di rappresentanza dell’Arcivescovo.
Questi finanziamenti non serviranno a realizzare una “reggia” per il presule di turno, ma grazie alla lungimiranza di Mons. Perego, adegueranno il Palazzo Arcivescovile ad una nuova funzione: un Polo Culturale (Archivio, Biblioteca e Museo) accessibile ai cittadini, agli studiosi e ai turisti. Tutto questo, per condividere il patrimonio dell’Archivio Storico e della Biblioteca Diocesana, considerato di importanza nazionale.
Spiace però rendersi conto che questi “progetti”, non solo lei faccia finta di non conoscerli, ma senta anche come suo interesse primario, informare i cittadini circa usi non consoni degli spazi del Palazzo Arcivescovile, dimenticando però quanto la Caritas Diocesana, Casa Betania, i dormitori e le tante parrocchie sul territorio stiano facendo da sempre, “gratis et amore Dei”, per aiutare chi è meno fortunato di noi.
L’Arcivescovo, in quanto responsabile della “Chiesa cattolica”, deve poter denunciare all’opinione pubblica, tutto ciò che ritiene sia lesivo della dignità dell’uomo, per discriminazione razziale, etnica, nazionale, religiosa o di orientamento sessuale, in quanto massima autorità del cristianesimo a Ferrara.
Un uomo che come lei serve il bene comune della nostra città, dovrebbe riuscire a non offendersi ogni volta che riceve opinioni contrastanti con la sua linea di gestione e le chiedo di documentarsi maggiormente, prima di scagliarsi contro chi presiede un’altra istituzione.
Sogno che si possa tornare a confrontarsi civilmente tra istituzioni su quei principi che regolano il nostro vivere la città, senza trasformare il tutto, sempre e senza possibilità di contraddittorio, in una bagarre da “Bar Sport”.

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