MA CHI TE LO FA FARE?

Ma chi te lo fa fare? 
Questa è una delle tante domande che mi sento rivolgere ogni volta che, postando qualche foto sui social o raccontando le proposte dei campi estivi che ogni anno cerco di vivere con bambini e adolescenti della parrocchia, le persone mi rivolgono.
Ogni estate cerchiamo di far vivere ai ragazzi di seconda e terza superiore, che hanno frequentato l’anno pastorale in parrocchia, l’esperienza della Calabria. Percorriamo 2500 km in una settimana con un pulmino che non è di certo una limousine, vivendo in una struttura confiscata alla mafia che ci offre ospitalità e momenti di condivisione. 
La possibilità di incontrare i familiari delle vittime innocenti di mafia e riflettere su temi di ingiustizie e soprusi rende questa esperienza unica per iniziare il tempo estivo con l’acceleratore. Non critico certamente chi riesce a trovare un tempo di riflessione e pausa dagli impegni invernali, ma mi rendo conto che, dopo questa esperienza, in prima battuta io e poi anche i ragazzi, non riesco a vivere l’estate restando indifferente a chi non è stato fortunato come noi.
Siamo più consapevoli che la realtà che ci circonda non è tutta rose e viole, non esistono solo i miei interessi, i miei hobby, le mie passioni, i miei sport, il mio riposo. Esiste anche la possibilità di aprire lo sguardo di fronte ad una realtà che soffre, lotta e spera che la propria storia non resti nascosta tra le montagne dell’Aspromonte, ma si possa rivelare a quel mondo che sembra tante volte indifferente alle sofferenze altrui. 
Ogni anno scopriamo maggiormente l’importanza della legge della confisca sui beni appartenuti alle mafie, costruiti attraverso fondi illeciti sulla pelle di chi è stato ucciso o ha ricevuto una ingiusta pena.
Ma chi te lo fa fare? Sì, svegliandomi di notte perché i ragazzi non hanno voglia di dormire e continuano a fare ciò che è nella loro indole, giocare e divertirsi, mentre io, invecchiando ogni anno di più, sento il bisogno di dormire per raccogliere nel mio cuore e nella mia mente le esperienze vissute durante la giornata e quelle che vivrò nella giornata successiva. Comprendo che a quella domanda risponderei: “Me lo fa fare la mia responsabilità di adulto che vuole lasciare un segno nelle generazioni più giovani e far crescere in loro il desiderio di mettersi in gioco con la propria vita già in questa età adolescenziale.” 

Mi sento responsabile di un’educazione che non passa solo attraverso le preghiere o le letture buone di testi cristiani, ma mi sento responsabile nel donare loro esperienze significative.
Anche la semplice convivenza con chi non è mio fratello di sangue, lavare i piatti o servire a tavola sono lo stile di campo autogestito che vorrò continuare a sperimentare. Siamo nei luoghi di vacanza più belli dell’Italia ma li viviamo con uno stile differente.
Chi te lo fa fare? 
Provate anche voi a spendervi per il prossimo e sono certo che risponderete come me. Lo faccio per ritrovare me stesso e migliorare le mie relazioni.

Commenti

  1. Sono Laura mamma di una ragazza che sta vivendo questa meravigliosa esperienza di condivisione, consapevolezza,collaborazione con te. Sicuramente questa settimana passata in questi luoghi a incontrare persone che si raccontano rimarrà indelebile nei suoi ricordi e la renderà una persona migliore. Grazie infinite per questa opportunità di crescita che offri ai nostri ragazzi.

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  2. Sono Laura mamma di una ragazza che sta vivendo questa meravigliosa esperienza di condivisione, consapevolezza,collaborazione con te. Sicuramente questa settimana passata in questi luoghi a incontrare persone che si raccontano rimarrà indelebile nei suoi ricordi e la renderà una persona migliore. Grazie infinite per questa opportunità di crescita che offri ai nostri ragazzi.

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  3. ❤️ Grazie, Carmen

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