LA VITA E LA MORTE

La vita e la morte…non sono argomenti di cui parliamo con leggerezza, né un cammino che cerchiamo davvero di comprendere. È incredibile come, immersi nella nostra quotidianità, nelle relazioni che ci fanno crescere, nel mondo che pulsa intorno a noi, pensiamo solo alla vita.
Tutto sembra urlare "vita"!
E quando qualcosa disturba questo equilibrio, magari una piccola lotta sociale per reclamare il nostro posto al centro di tutto, anche quello riguarda la vita. E la morte? Come se non esistesse!
Poi, all’improvviso, accade. Amici, parenti, iniziano a morire. La morte ci colpisce, ci travolge come un’onda inattesa. E cosa facciamo?
Siamo sopraffatti, confusi, spesso incatenati da sentimenti di delusione, rabbia, perdita.
Non indaghiamo la morte. No!
Ci affrettiamo invece a cercare nuove forme per aggrapparci alla vita, affinché il nostro piacere, il nostro io, rimangano al centro di tutto. E intanto la morte… rimane sullo sfondo, sfuggente e misteriosa.

Eppure, vita e morte… sono due momenti dello stesso essere. Ci fermiamo mai a pensarci?
Viviamo dal giorno in cui veniamo al mondo, passiamo anni, decenni, a plasmarci una forma, a ritagliare uno spazio in cui la nostra vita possa brillare, per essere ricordati. Ma poi… morire… cosa significa davvero? È solo un passaggio, la fine delle funzioni biologiche? È il buio dell’umanità o… una nuova opportunità che non abbiamo mai davvero considerato?
Nel cristianesimo, tutto questo assume una nuova prospettiva: vita e morte sono viste come due fasi di un viaggio, da un’epoca primordiale al ritorno a un’eternità in Dio, dopo aver attraversato questo breve tempo terreno.
Ma come possiamo non restare sbalorditi? È una speranza? Un’opinione condivisa? O forse un desiderio profondo che sia davvero così?
Rifletto sulla mia vita, fatta di una serie di conoscenze: vengo messo al mondo senza sapere il perché.
Incontro persone, vivo una realtà, mi lascio plasmare dalla stessa vita. A un certo punto, trovo la mia strada in questo mondo. Se ho incontrato Cristo lungo questo cammino, allora sono costretto a meravigliarmi ancora di più. Mi trovo di fronte a una Verità annunciata, che mi interroga, che mi offre certezze nelle quali scelgo di costruire la mia esistenza.
La morte è un passaggio a un’altra vita, viene proclamata dalla prima Chiesa e trova seguaci in chi sente che la propria vita trova un senso solo se si comprende la morte. Abbiamo trasformato il mondo dell’aldilà in una nuova terra: tavole imbandite, luogo senza dolore, tempo senza orologio. Speriamo che la morte ci riporti alla spensieratezza di una gioventù che non abbiamo vissuto ma che abbiamo sempre desiderato.
La morte è altro. Spero di riuscire ad arrivare come san Francesco a chiamarla sorella morte, ma mi basterebbe riuscire a cambiare prospettiva.
Non avremo più bisogno di un corpo né di una definizione, perché torneremo a fare parte del tutto che è Dio. In Lui ritroveremo noi stessi e chi, come noi, è già arrivato alla meta.
Vita e morte, così vissute, sono quindi la riflessione quotidiana sul mio essere, per non sprecare il tempo, ma sentirmi già oggi parte infinitesimale del tutto che è vita.

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