DIO NON HA IL PALLOTTOLIERE
Quando pensiamo alla devozione, spesso la immaginiamo come un dovere, una lista da spuntare: rosario fatto? Sì. Messa domenicale? Presente. Candela accesa? Fatto. E magari ci sentiamo un po’ più a posto, come se Dio stesse lì, con un pallottoliere celeste in mano, a contare i nostri atti di pietà: una preghiera = una pallina; un fioretto = due palline; un digiuno = jackpot!
Ma — notizia dell’ultima ora — Dio non ha il pallottoliere.
Sorpresi? Eppure è così. La devozione vera non è una raccolta punti tipo supermercato. Non c’è una tessera fedeltà con timbrini per ogni Ave Maria detta in apnea o ogni candela accesa con maniacale regolarità. Dio non fa statistiche da contabile celeste, non confronta le performance tra santi e peccatori con la grafica a torta.
La devozione non è matematica, è amore. E l’amore, si sa, non si misura in numeri ma in intensità, sincerità, creatività.
Il rischio del "fare" senza "essere"
A volte cadiamo nella trappola del "faccio tutto giusto", come se la fede fosse un foglio excel da compilare: liturgia, check; confessione ogni due settimane, check; novena di Santa Rita, super check. Ma intanto, il cuore dov’è? Siamo presenti o solo operativi?
Immagina un figlio che, per dimostrare amore ai genitori, si limitasse a lavare i piatti e a rifare il letto, ma senza mai abbracciarli, parlarci o ridere con loro. È affetto, sì, ma un po’…anaffettivo.
Dio non vuole solo i tuoi gesti. Vuole te. E soprattutto vuole un cuore allegro, leggero, non schiacciato dalla paura di "non fare abbastanza".
La devozione vera? È fatta anche di risate
La devozione non è un volto imbronciato. È gioiosa, viva, contagiosa. È come portare una torta a un amico non perché "si deve", ma perché "è bello farlo!" È dire un Rosario sorridendo, non perché lo impone la suora o il parroco, ma perché ti viene voglia di stare con Maria. È passare in chiesa a salutare Gesù come si passa da un amico per un caffè. È anche prendere la vita con ironia, e dire: "Signore, oggi mi sono dimenticato di tutto… ma almeno non mi sono dimenticato che Ti voglio bene."
Morale della favola?
Se stavi lì a contare quanti atti di devozione hai collezionato oggi, lascia perdere. Respira, sorridi, e ricorda: Dio non ha il pallottoliere, ha un cuore che batte per te!



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