Ferragosto o Assunzione? In cosa crediamo davvero?
Da una parte c’è Ferragosto, che significa “il riposo di Augusto” e deriva dal latino Feriae Augusti: fu infatti l’imperatore Ottaviano Augusto a istituire questa festività nel 18 a.C., con l’intento di offrire un periodo di meritato riposo ai lavoratori agricoli al termine delle intense fatiche estive nei campi. In Italia — e non solo — è ancora festa nazionale: pausa estiva per eccellenza, fatta di spiaggia, montagna, picnic, grigliate, gite con gli amici, serate lunghe fino all’alba e, talvolta, qualche eccesso di divertimento. Una ricorrenza vissuta da molti come un momento “laico”, di svago e di spensieratezza.
Dall’altra parte c’è l’Assunzione di Maria, una delle feste più importanti della Chiesa. Per i cristiani, non è un “giorno qualsiasi” di vacanza, ma la memoria di un mistero: Maria, madre di Gesù, è entrata nella gloria di Dio in corpo e anima, anticipando ciò che, nella fede, crediamo sia destinato anche a noi. In Oriente questa verità è celebrata come Dormizione di Maria, per sottolineare il passaggio dolce e custodito dal sonno della morte alla pienezza della vita eterna.
Eppure, oggi, queste due facce della stessa giornata rischiano di non incontrarsi mai.
Da una parte c’è il ritmo mondano, che ignora o considera irrilevante la nascita del cristianesimo e il suo impatto sulla storia. Non necessariamente un rifiuto consapevole di Dio — non li chiamerei neanche atei — ma piuttosto un vivere come se Cristo non fosse un evento necessario per dare senso alla propria vita.
Dall’altra c’è la comunità cristiana, che però deve interrogarsi: noi, in cosa crediamo davvero?
Siamo cristiani per tradizione, per abitudine, per “dovere morale” nei confronti di una società che ormai fatica a riconoscere i suoi riferimenti spirituali? Oppure crediamo davvero che la nostra vita non si esaurisca qui, ma abbia un respiro eterno?
L’Assunzione non è un’idea poetica o un mito edificante. È un dogma recente nella sua definizione (1950), ma antichissimo nella fede della Chiesa. È la proclamazione che Maria, pienamente unita al Figlio, vive già quella promessa che attende ciascuno di noi.
E allora il 15 agosto diventa una data che ci costringe a scegliere lo sguardo:
guardare solo a ciò che finisce - l’estate, le vacanze, la giovinezza, i piaceri del momento;
oppure guardare a ciò che non finisce - la vita nuova, la comunione con Dio, la speranza che ci spinge oltre la morte.
Ecco la domanda vera di questo giorno: Ferragosto o Assunzione?





Commenti
Posta un commento