III Domenica del Tempo Ordinario
Il Regno è qui. In silenzio e con piccole cose
Fratelli e sorelle,
oggi il Vangelo ci regala una frase che, se la lasciamo entrare davvero, cambia il modo di guardare la vita: “Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino.”
Gesù non dice: “Arriverà, prima o poi”.
Dice: è qui. Adesso. Vicino.
E oggi, non a caso, celebriamo anche la Domenica della Parola di Dio: la Parola non come un libro chiuso, ma come presenza viva, come voce che ci chiama oggi, qui, nella nostra storia.
Non siamo noi a dover salire fino a Dio:
è la Parola che scende fino a noi.
Prima che io cambi, prima che io sistemi tutto, prima che io sia “degno”…
sono già amato.
La Parola non viene a giudicare, ma a riaccendere la vita.
Gesù non parte da Gerusalemme, dal centro, dai luoghi “giusti”.
Parte dalla Galilea, terra di confine, terra attraversata da tutti.
È come se ci dicesse:
Dio non ha paura delle nostre periferie,
delle nostre ferite,
delle nostre storie un po’ storte, della realtà.
Anzi, parte proprio da lì.
Perché – lo sappiamo bene –
le cose nuove non nascono quasi mai dal centro,
ma dai margini.
E Gesù va ad abitare sul lago, tra il vento, le barche, le partenze.
Luoghi instabili, ma pieni di vita.
Così nasce anche la Chiesa:
non come una fortezza, ma come un porto.
Un posto dove uno può arrivare sfinito e sentirsi dire:
“Qui puoi fermarti. Qui sei a casa.”
Quando Gesù dice “Convertitevi”, non sta dicendo: “Sentitevi sbagliati”.
Sta dicendo: giratevi verso la luce.
Perché la luce è già qui.
E la Parola di Dio serve proprio a questo:
a raddrizzare lo sguardo, a farci vedere la vita come la vede Dio.
Il Regno è come il lievito nella pasta, come una primavera nascosta, come una brace sotto la cenere.
Non sempre si vede, ma c’è.
Oggi la Chiesa ci ricorda che la Parola non è solo da ascoltare, ma da abitare.
Non solo da capire, ma da vivere insieme.
Una comunità che ascolta la Parola diventa una comunità che sa ascoltare anche le persone.
Una comunità che si lascia toccare dalla Parola diventa un luogo dove qualcuno può rinascere.
E allora sì, possiamo dirlo con fiducia: il Regno è qui, nonostante tutto.
Nonostante le guerre, la violenza, le paure, il rumore del mondo.
Non perché va tutto bene,
ma perché Dio non ha abbandonato la storia.
E come lavora Dio?
Non con cose spettacolari,
ma in silenzio e con piccole cose.
Una parola buona.
Un gesto semplice.
Una presenza fedele.
Così Dio seppellisce tesori nei cuori.
Così semina perle nel mare della nostra vita.
Oggi chiediamo una cosa semplice:
lasciamoci raggiungere dalla Parola.
Non per sapere di più,
ma per vivere meglio.
Il Regno è qui.
Qui, in mezzo a noi.
Qui, in questa comunità.
Diventiamo anche noi, per chi passa,
un porto.
Un approdo.
Una casa.
Amen.


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