Maria Santissima Madre di Dio - La comunità nuova nasce dalla pace

All’inizio di questo nuovo anno, la Chiesa ci invita a ripartire da una donna, da una madre: Maria. Non è un dettaglio, perché Maria non inaugura l’anno con discorsi grandiosi, ma con la sua presenza. Cullando un Bambino, ci insegna silenziosamente come nasce una comunità nuova.
Nel suo messaggio per la pace, inaugurato da Papa Paolo VI nel 1968 come segno per la società, il Papa ci ricorda che la pace non è un’idea astratta, ma qualcosa che si costruisce nelle relazioni concrete, ferite, fragili e reali. La pace non scende dal cielo come un decreto, ma nasce quando qualcuno si prende cura di un altro. Maria fa proprio questo: si prende cura di Dio, lo accoglie, lo protegge, lo scalda, lo cresce.
Così nasce la pace: non dall’efficienza, ma dalla custodia. La liturgia di oggi ci dice qualcosa di concreto e reale: Dio ha scelto di abitare una comunità. Non è arrivato come un adulto autosufficiente, ma come un bambino dipendente. Dio si è fidato di una donna, di una famiglia, di un villaggio, e questo ci dice molto.
La comunità nuova non nasce da chi ”sapeva già come si fa”, ma da chi accetta di mettersi in gioco, anche senza avere tutto chiaro. Maria non capisce tutto, ma custodisce. Non controlla tutto, ma ascolta. Non scappa, ma resta.
E qui arriva la bella provocazione di oggi: la pace non nasce quando siamo tutti d’accordo, ma quando scegliamo di restare insieme anche senza capirci fino in fondo. Maria è Madre di Dio e Madre nostra perché non scarta nessuna fase della vita. Accoglie il bambino, il silenzio, la fatica, e persino la spada che le trafiggerà il cuore.
Così si costruisce una comunità nuova: non eliminando i problemi o facendo finta non esistano perché ”siamo tanto bravi”, ma abbandonando la tentazione di scartare le persone. All’inizio dell’anno potremmo chiederci tante cose: funzionerà questo cammino che abbiamo iniziato insieme il 16 novembre? Chi si sentirà coinvolto? Quanti saremo?

Maria oggi ci propone una domanda più semplice e profonda: Chi siamo disposti ad accogliere, a custodire, a non perdere per strada?

Se aspiriamo a una comunità rinnovata, non dobbiamo puntare alla perfezione. Piuttosto, dobbiamo diventare madri e padri gli uni degli altri, capaci di generare pace attraverso piccoli gesti, parole più gentili, giudizi più ponderati e mani che abbracciano invece di respingere.

Affidiamo questo nuovo anno a Maria, Madre di Dio e Madre nostra. Chiediamole una grazia semplice ma rivoluzionaria: imparare da lei a generare pace, perché solo così una comunità nuova può davvero nascere.

Buon anno a tutti!

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