I DOMENICA DI QUARESIMA
Fratelli e sorelle,
la Quaresima comincia sempre lontano dal rumore. Non in una città, non in mezzo alla folla, ma nel deserto. Il deserto è il luogo dove cadono le maschere.
Dove non puoi fingere.
Dove resta solo ciò che davvero ti nutre.
Gesù entra nel deserto e ha fame.
Non solo fame di pane — fame di senso, fame di relazione, fame di Dio.
Ed è proprio lì che arriva la tentazione.
Perché la tentazione non arriva quando siamo forti, ma quando siamo affamati.
Le tentazioni di ogni giorno
Noi pensiamo alle tentazioni come a qualcosa di straordinario. In realtà sono il nostro cibo quotidiano.
Sono le piccole cose con cui proviamo a riempire il vuoto: parole che feriscono invece di costruire,
relazioni vissute a metà,
la fretta che sostituisce l’ascolto,
il bisogno di avere ragione più che di voler bene.
Il serpente della Genesi non propone il male evidente.
Propone qualcosa di bello, desiderabile.
Dice: diventerete come Dio.
La tentazione è sempre questa: credere che senza fidarci possiamo vivere meglio.
E allora accade ciò che accade ad Adamo ed Eva: si accorgono di essere nudi.
Quando perdiamo la fiducia, nasce la distanza.
Con Dio.
E anche tra di noi.
Anche la comunità è tentata
Le tentazioni non sono solo personali. Sono comunitarie.
Una comunità è tentata quando: vive solo di organizzazione ma non di Vangelo, cerca consenso invece della verità, fa tante cose ma perde il cuore.
Gesù rifiuta tre scorciatoie:
pane senza fiducia,
miracolo senza amore,
potere senza croce.
E risponde sempre così: “Non di solo pane vivrà l’uomo.”
Come dire: non basta ciò che riempie la vita; serve ciò che la illumina.
Dove cade l’uomo, nasce la grazia
San Paolo oggi spalanca una finestra enorme: dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.
Dio non ama una comunità perfetta. Ama una comunità viva. Una comunità che ricomincia.
La Quaresima è il tempo degli affamati.
Affamati di senso.
Affamati di relazioni vere.
Affamati di una fede che torni ad essere respiro.
Una promessa per il cammino
E l’antifona ci consegna una parola tenerissima: “Mi invocherà e io gli darò risposta; nell’angoscia io sarò con lui.” Dio non promette di toglierci il deserto. Promette la sua presenza dentro il deserto.
E forse questa è la conversione quaresimale:
non smettere di cadere, ma cambiare nutrimento.
Smettere di nutrirci di paura
e tornare a nutrirci di Parola, di fiducia, di comunione.
Perché una comunità vive quando insieme impara di nuovo ad avere fame di Dio.
Amen.


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