Mercoledì delle ceneri
Ceneri: il cuore che ritorna
Fratelli e sorelle, oggi cominciamo la Quaresima con un gesto povero:
un po’ di cenere sulla fronte.
Polvere leggera, fragile, che il vento potrebbe portare via.
Eppure proprio questa polvere parla di noi.
Ci ricorda che non siamo padroni della vita, ma viandanti.
E ci dice, quasi sottovoce, che Dio non disprezza la nostra fragilità:
la prende tra le mani e la trasforma.
Il profeta Gioèle oggi ci chiama:
“Ritornate a me con tutto il cuore.”
Non dice: cambiate maschera. Dice: tornate.
Come chi, dopo essersi allontanato, ritrova la strada di casa.
Come chi smette di correre e finalmente ascolta il battito del proprio cuore.
“Laceratevi il cuore e non le vesti.”
Perché Dio non cerca gesti esteriori, ma verità.
Una comunità che ritorna insieme
È bello che il profeta chiami tutti: i vecchi, i bambini, gli sposi.
La conversione non è una faccenda privata.
È un popolo che torna insieme.
La Quaresima non è il tempo di cristiani solitari.
È il tempo di una comunità nuova, che impara di nuovo a camminare insieme.
E qui risuona come una bussola la parola che ci guida: “Non dimenticatevi della beneficenza e della comunione dei beni.
Come a dire: non basta tornare a Dio con il cuore, bisogna tornare anche ai fratelli con le mani aperte. Il cuore che si converte diventa pane condiviso.
Il segreto dove Dio abita
Gesù nel Vangelo insiste su un verbo sorprendente: entrare nel segreto.
Quando fai l’elemosina… nel segreto.
Quando preghi… nel segreto.
Quando digiuni… nel segreto.
Il segreto non è nascondere.
È custodire.
È quel luogo interiore dove non abbiamo bisogno di apparire.
Dove finalmente smettiamo di recitare.
La Quaresima è questo: scendere nel luogo dove Dio ci vede senza maschere…e ci ama lo stesso.
Beneficenza e comunione dei beni
La frase che accompagna questa giornata sembra piccola, ma è rivoluzionaria.
Non dimenticatevi
della beneficenza
e della comunione dei beni,
perché di tali sacrifici
il Signore si compiace.
(Ebrei 13,16)
Perché la fede, se resta solo nel cuore, si spegne. Ha bisogno di diventare gesto, vicinanza, pane spezzato. Una comunità nuova nasce quando qualcuno smette di chiedere “di chi è?” e comincia a domandarsi “per chi può essere?”.
La carità non è un extra della Quaresima. È il volto concreto conversione.
Ora
San Paolo dice una frase che sembra una campana che suona: “Ecco ora il momento favorevole.” Non domani. Non quando saremo migliori. Ora.
Dio non aspetta la nostra perfezione. Aspetta il nostro sì, piccolo e vero.
Un’immagine per concludere
La cenere sembra richiami solo lo spegnimento del fuoco…ma sotto la cenere spesso resta un fuoco nascosto.
La Quaresima è questo fuoco che riprende a vivere.
Un cuore che torna a respirare.
Una comunità che ricomincia a condividere.
E allora chiediamo al Signore che questa cenere non resti solo sulla fronte, ma scenda nel cuore e diventi luce mite per gli altri.
Perché di questi sacrifici - la beneficenza, la comunione dei beni, la fraternità - il Signore si compiace.
Signore, fa’ che la cenere sulla nostra fronte diventi fuoco nel cuore.
Fa’ che le nostre mani, svuotate da ciò che pesa, sappiano aprirsi alla beneficenza e alla comunione dei beni.
E rendi la nostra comunità una luce mite,
che senza rumore racconti il tuo Vangelo.
Sia lodato Gesù Cristo.


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