Nascere
Nelle letture di oggi c’è una parola che tiene insieme tutto: “nascere”.
Negli Atti degli Apostoli vediamo una comunità che sembra impossibile: un cuore solo e un’anima sola. Non è ingenuità, non è buonismo… è gente che è rinata. Non vive più trattenendo, ma condividendo. Non perché obbligata, ma perché trasformata dentro. Quando uno incontra davvero il Risorto, cambia il modo di guardare le cose: non dice più “è mio”, ma “serve a qualcuno?”.
E poi il Vangelo ci porta da Nicodemo, un uomo serio, preparato… eppure in crisi. Gesù gli dice una cosa che spiazza: devi nascere dall’alto. Cioè: non basta sapere, non basta essere bravi, non basta aver sempre fatto il proprio dovere. A un certo punto nella vita serve lasciarsi rifare da Dio.
E qui arriva l’immagine più bella: il vento.
“Il vento soffia dove vuole…”. Non lo vedi, ma lo senti. Non lo controlli, ma ti cambia. Così è lo Spirito.
Forse anche noi, se siamo sinceri, siamo un po’ come Nicodemo: cerchiamo di capire tutto, di tenere tutto sotto controllo… e invece Gesù ci dice: fidati, lasciati portare, lascia che Dio ti faccia rinascere.
E allora capisci anche la prima lettura: quella comunità così bella non è fatta da gente perfetta, ma da gente che si è lasciata toccare dal vento dello Spirito.
E infine quella frase forte: “bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato”. Gesù parla della croce.
È lì che nasce la vita nuova. È lì che impariamo che amare davvero significa donarsi.
Allora la domanda, semplice, è questa:
Io sto vivendo di cose mie… o sto vivendo da rinato?
Trattengo… o condivido?
Controllo tutto… o lascio spazio allo Spirito?
Perché quando davvero nasce qualcosa di nuovo dentro di noi, anche il mondo intorno cambia. E magari, piano piano, diventa anche lui… un po’ più “un cuore solo e un’anima sola”.


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