Noi siamo testimoni
C’è una scena che irrompe nella quotidiana tranquillità della nostra vita, un tribunale, una verità che non vuole essere addomesticata. Gli apostoli sono davanti al sinedrio. Uomini semplici, pescatori, gente senza titoli. Eppure hanno una parola che pesa più delle pietre del tempio.
E quando parlano, non difendono se stessi. Non cercano scuse. Non fanno diplomazia. Dicono una frase che è una lama: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini.”
Ecco la fede, quando diventa adulta: non è più una tradizione tranquilla, un’abitudine religiosa.
La fede è una scelta che ti prende tutto.
Perché obbedire a Dio non è dire delle preghiere in più ma lasciare che la sua verità entri nella tua vita… e la cambi.
E la verità, lo sappiamo, non è mai comoda, addomesticabile, non si lascia mettere a tacere.
Gli apostoli parlano di un Gesù che voi avete ucciso… ma Dio ha risuscitato.
E lì succede qualcosa di profondamente umano: si infuriano.
La verità, quando arriva, non sempre consola, ci provoca e a volte ci mette in crisi, ci fa arrabbiare. Perché la verità non è un’idea ma una presenza.
Il Vangelo lo dice con parole altissime: “Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti.”
Gesù non parla per sentito dire, non ripete dottrine: Lui racconta ciò che ha visto, ciò che vive, ciò che è.
Ecco cos’è la fede cristiana: non nasce da un ragionamento ma da una testimonianza.
Gli apostoli non dicono “pensiamo che sia così”, dicono: “Noi siamo testimoni.”
Anche noi, nel piccolo della nostra vita, siamo chiamati a questo: non a convincere ma a testimoniare.
Testimoniare che Dio è vicino, che Dio salva, che Dio non abbandona.
Il salmo lo afferma con una dolcezza disarmante: “Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato.”
Non ai perfetti, ai forti, a chi ha tutto sotto controllo ma a chi è ferito, a chi è stanco, a chi è fragile.
La fede non è uno sforzo per salire verso Dio ma accorgersi che Lui è già sceso e ti sta cercando.
Gesù ci raggiunge con una parola che dona speranza, Dio “Dà lo Spirito senza misura.”
Senza misura, non con il contagocce e nemmeno in base ai meriti.
Dio non è un distributore di amore al risparmio, non perdona al minimo indispensabile, non dona lo Spirito con prudenza.
Dio ESAGERA.
La fatica del nostro tempo è comprendere che non è che Dio dona poco, ma noi accogliamo quello che riteniamo sia necessario: per paura, per abitudine, perché preferiamo restare misura delle nostre sicurezze.
Oggi la Parola ci mette davanti a una scelta semplice e radicale: di chi vogliamo fidarci davvero?
Delle logiche del mondo, che ci tengono al sicuro ma piccoli e impauriti o della voce di Dio, che ci mette in cammino ma ci rende vivi?
Gli apostoli escono da quel tribunale senza aver vinto ma con una libertà dentro che nessuno può togliere.
Questa è la fede vera: non una vita senza problemi, ma una vita attraversata da una certezza.
Che Dio è veritiero, che Cristo è vivo, che lo Spirito è già all’opera.
E allora possiamo anche noi, nel nostro piccolo, diventare testimoni.
Basta questo: una vita vera perché il Vangelo continui a riempire il mondo.


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