UN FRAGORE
Ci sono giorni in cui la verità non fa rumore: sta lì, come una cosa quieta: una tazza sul tavolo, una porta socchiusa. La guardi e non la vedi, poi arriva all’improvviso: un fragore.
“UN FRAGORE: è
la verità in persona
entrata
fra gli uomini
nel mezzo del
turbine di metafore” (Paul Celan, Poesie, Mondadori 1998 p. 657)
Non perché sia violenta, ma perché rompe quello che avevi costruito per non sentirla.
Le metafore servono a sopravvivere, a dire senza dire, a coprire quello che non vogliamo vedere, toccare, affrontare. Eppure la verità non ama restare sotto, coperta: prima o poi si apre un varco, emerge, e non chiede permesso.
Perché la verità di una persona, in fondo, non si manifesta tanto nelle parole che pronuncia, ma in ciò che nessuno guarda: nei cambiamenti piccoli, quasi invisibili, nel modo in cui resta o nel modo in cui se ne va, è lì che qualcosa di autentico affiora, spesso senza rumore.
Allora accade che perfino noi, che pensiamo di conoscerci, ci scopriamo inattesi a noi stessi: un incontro, una caduta, uno sguardo nuovo sul modo abituale di vivere, e tutto si sposta. Ci accorgiamo di essere diversi: non necessariamente migliori o peggiori, solo più veri, o più lontani da quello che avevamo immaginato di essere.
Per questo conoscersi non è mai un traguardo raggiunto una volta per tutte. Conoscersi è una fatica lenta: non ci sono conquiste definitive, ma continui attraversamenti.
In questo cammino gli altri sono indispensabili: sono specchi imperfetti, ma necessari, ci restituiscono pezzi di noi che da soli non vedremmo. Eppure, allo stesso tempo, la verità non è mai tutta fuori: una parte resta dentro, nascosta forse anche a chi ci osserva in profondità.
Viviamo in un tempo che corre: tutto chiede velocità, risposte rapide, immagini pulite, storie semplici. La verità non corre: cammina, a volte si ferma, a volte si perde, si rende difficile da trovare perché chiede di sapersi leggere dentro senza paura. E quando arriva non è elegante, non è ordinata: è un fragore.
Ti trova, ti spoglia, ti lascia con quello che sei.
E lì, se hai il coraggio di restare, comincia qualcosa: non una spiegazione, una verità.


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