LA CASA
Per me la casa è sempre stata questo: un rifugio dell’anima prima ancora che delle mura. Il luogo dove poter abbassare le difese, dove sentirsi protetto, amato, accolto anche nei giorni più faticosi. La casa è il posto dove non serve spiegare tutto, perché qualcuno riesce a leggerti negli occhi anche quando resti in silenzio.
Ed è forse per questo che ogni volta che torno alla Santa Casa di Loreto provo una sensazione difficile da spiegare. È come ritrovare una casa dentro la casa. Un luogo in cui il sacro non schiaccia, non mette distanza, non impone paura, ma accompagna con dolcezza. Lì il divino non appare irraggiungibile: diventa madre.
Dentro quelle mura antiche sento ancora oggi qualcosa che consola profondamente. Come se ogni inquietudine potesse trovare uno spazio dove riposare. Come se i problemi, le ferite, le fatiche della vita non sparissero magicamente, ma trovassero almeno una compagnia, una carezza, una direzione. Loreto per me è questo: il luogo dove il cuore torna a respirare.
E forse tutta la mia vita spirituale è passata proprio attraverso il volto di Maria. Prima la Madonna delle Grazie, poi la Madonna di Lourdes, poi la Madonna di Loreto e infine l’Immacolata, che dà il nome alla mia parrocchia. Titoli diversi, immagini diverse, ma sempre la stessa presenza fedele. Sempre quella donna capace di entrare nella vita senza fare rumore.
Perché Maria non è una figura lontana o ideale. È una donna feriale. Una donna che ha conosciuto la paura, l’attesa, il dubbio, il dolore. Una donna che ha dovuto fidarsi ogni giorno di quel dialogo iniziato con l’angelo e continuato per tutta la sua vita nel rapporto con Dio. Anche quando non capiva. Anche quando tutto sembrava crollare. Anche sotto una croce.
Ed è forse proprio qui la sua forza immensa: Maria non ci ama dall’alto della perfezione, ma dalla profondità dell’esperienza umana. Per questo riesce ancora oggi a parlare ai giovani, a conquistare cuori, a farsi vicina anche a chi pensa di essere lontano dalla fede. Una madre trova sempre il linguaggio giusto. Sa quando parlare e quando tacere. Sa curare senza umiliare. Sa attendere senza trattenere.
In un mondo dove spesso ci sentiamo ospiti ovunque, Maria continua a offrirci una casa.
E forse il miracolo più grande è proprio questo: sapere che esiste ancora un luogo dove possiamo tornare così come siamo, stanchi, feriti, incompleti… e sentirci comunque accolti.


Commenti
Posta un commento